23.6.15

Chiusura strada alle auto

In questi giorni verrà portata a compimento la chiusura della strada che corre parallela al sentiero, limitatamente al tratto in cui questa è in terreno privato, a fianco di una abitazione. La vecchia strada infatti, è da anni completamente chiusa perché ricoperta di alberi e rovi; quella attuale era stata costruita di lato, ma passava in un terreno privato. Quindi le automobili non potranno più passare da cima a fondo perché la strada è interrotta. E questa è senz'altro una buona notizia.
Chi vuole percorrerla a piedi, può come sempre superare l'ostacolo camminando lungo il sentiero parallelo.
Chi invece vuole utilizzare la mtb da oggi può usare un altro percorso, che ho realizzato sempre all'interno dell'area del sentiero e che solo in un breve tratto è sovrapposto ad esso, ma più largo, comodo e veloce. In questo modo pedoni e appassionati di mtb non si incroceranno quasi mai.
Sto provvedendo in questi giorni ad installare l'apposita segnaletica per le biciclette. (MP)

14.4.15

Il tracciato su GPSies

GPSies.com è forse il più simpatico e completo sito per lavorare e visualizzare tracciati fra i molti disponibili in rete. Si tratta in buona sostanza di una banca dati dedicata agli itinerari a piedi o in bicicletta in tutta Europa: soltanto in Italia ce ne sono circa diecimila. Tra questi ora c'è anche il Sentiero di Palliccio che così viene ulteriormente condiviso fra tutti gli appassionati. E' possibile visualizzare il percorso utilizzando varie mappe a disposizione del sito ed ovviamente scaricare il file GPX relativo.


7.4.15

Upupa

Non hanno forse trovato l'accoglienza sperata, viste le basse temperature, le upupe che in questi giorni si vedono intorno al sentiero. Vengono dai paesi caldi, dove hanno trascorso l'inverno, e qui da noi iniziano i riti che porteranno all'accoppiamento, alla deposizione e alla successiva schiusa delle uova. Sono animali molto belli, facilmente riconoscibili, dal caratteristico grido un po' lugubre che poi ha dato anche il nome alla specie. Sui cibano per lo più di insetti, e per difendersi talvolta ricorrono ad una pratica originale: spruzzano un liquido maleodorante dalle ghiandole che hanno sopra la coda contro il predatore.


2.4.15

Primula vulgaris

Le primule si chiamano così perché derivano dal latino primus, in quanto spesso sono i primi fiori che compaiono dopo che si è sciolta la neve. Ne esistono circa cinquecento specie diverse, e questo bell'esemplare è stata fotografato al sentiero, in uno dei punti più incantevoli, sotto ad un salice e vicino al fosso.


24.3.15

Prunus spinosa

E' tra i primi arbusti ad annunciare l'arrivo della primavera con la sua bella fioritura bianca, che si trasformerà nel blu dei piccoli frutti tondi alla fine dell'estate. In questi giorni il sentiero ne è pieno, ed è un piacere camminare in mezzo a loro. Si tratta di una pianta spontanea, molto diffusa ovunque, e la specie qui presente è la Prunus spinosa. Dai suoi frutti si ricavano delle bevande alcoliche, mentre la corteccia era un tempo utilizzata per colorare la lana ed il legno come combustibile. In fitoterapia, infine, ha proprietà purganti, diuretiche e depurative del sangue.


17.3.15

Salviamo i rospi

Capita di frequente, in queste serate di fine inverno, quando scende un po' di pioggia, di incontrare lungo la strada numerosi rospi. Sono lì soprattutto perché nel periodo fine febbraio - inizio marzo, al termine del letargo, svolgono una migrazione primaverile per giungere nel luogo dell'accoppiamento e lungo le strade hanno anche maggiore facilità di mangiare alcuni insetti. Questi rospi sono infatti degli animali molto utili per l'uomo e per tutto l'equilibrio naturale: si cibano di lumache, insetti, piccoli roditori, e per questo si può capire quanto siano importanti ad esempio nei dintorni di un orto. Purtroppo per ignoranza e pregiudizio talvolta vengono uccisi volontariamente dall'uomo. Come se non bastasse, anche l'inquinamento e la distruzione delle piccole zone umide, contribuiscono alla loro scomparsa. In terzo luogo, lungo le strade sono facilmente colpiti dalle auto, e infatti in molte zone d'Italia e d'Europa si organizzano veri e propri trasferimenti da un lato all'altro della carreggiata per evitare la loro morte. Ma noi con una guida attenta e prudente possiamo evitarli e questo sarà un grande vantaggio per tutti noi. Occhio ai rospi, dunque!


10.3.15

Le siepi spontanee

Fino a pochi decenni fa, la campagna era un ambiente complesso e armonico costituito da campi, siepi, fossi, alberature e macchie boschive, che l'agricoltura moderna ha cambiato radicalmente.
In circa 30-40 anni sono state eliminate l'80% circa di siepi, alberature e macchie. La meccanizzazione e la monocoltura necessitavano di ampi spazi e le siepi erano d'intralcio, così sono state in gran parte eliminate.
Solo da poco tempo si è compresa la grande importanza delle siepi.
E' infatti in queste siepi che, man mano, si installano insetti utili, uccelli, rettili e piccoli mammiferi; essi portano al costituirsi di una grande variabilità ecologica che si autocontrolla, impedendo lo sviluppo eccessivo di parassiti dannosi per le nostre piante.
Le siepi proteggono dal vento, dall'erosione, aumentano la variabilità architettonica e la biodiversità.
Molte zone del sentiero sono state lasciate a siepe.

2.3.15

Orientamento

Anche in un sentiero breve (due chilometri e mezzo circa) e ben segnalato come il sentiero di Palliccio, si può avere la curiosità di trovare l'orientamento. Letteralmente: trovare l'oriente, cioè capire in che direzione si sta andando. Soprattutto per motivi didattici: ai bambini in visita infatti spieghiamo sempre alcuni metodi più o meno precisi per capire dove si trovano il nord e gli altri punti cardinali. Oltre alla bussola, alle stelle, alla posizione e al movimento del sole, si può fare riferimento ad un'altra possibilità per capire, quando siamo all'aria aperta, dove si trova il nord. Nella foto qui sotto si vede un bel cerro (Quercus cerris) che si incontra lungo il percorso. La parte esposta grosso modo verso il nord, quella cioè che non riceve mai i raggi solari, si riempie di muschi e licheni e risulta ben diversa da quella esposta verso il sud.