16.2.15

Sambuco

E' un arbusto o alberello che arriva a 7 m di altezza e al sentiero ci sono diversi esemplari, dalle parti dell'ingresso sud, lungo il fosso. Quello raffigurato qua sotto lo stiamo sistemando perché era completamente ricoperto di edera e vitalba. Anche il cartello verrà presto sostituito.
La pianta presenta rami con midollo molto grosso, bianco, leggerissimo e compatto. Le foglie sono opposte, imparipennate, di solito con 5 foglioline ovato-lanceolate ed appuntite, seghettate ai margini. I fiori sbocciano in primavera-estate, sono piccoli, odorosi, biancastri, a 5 lobi petaliformi, riuniti numerosissimi in infiorescenze ombrelliformi molto ampie. Essi maturano numerose piccole bacche globose nero-violacee.
Tutte le parti della pianta sono tossiche per la presenza di cianuro e vari alcaloidi. Fanno eccezione i fiori e le bacche mature (ma non i semi al loro interno). Escluse le estreme regioni settentrionali, il sambuco vive spontaneo in tutto il continente europeo, dalla pianura fino a 1500 m di altitudine. Ha grande adattabilità sia al terreno che alle condizioni climatiche e anzi si comporta spesso da infestante (si diffonde soprattutto ad opera degli uccelli che sono ghiotti delle sue bacche).
È una specie molto diffusa in Italia soprattutto negli ambienti ruderali (lungo le linee ferroviarie, parchi, ecc.), boschi umidi e rive di corsi d'acqua.
Dal legno del tronco si ricava un legno duro e compatto, utilizzato come combustibile e per lavori al tornio; il legno dei giovani rami al contrario è tenero e fragile e non trova applicazioni pratiche.


9.2.15

Anno Internazionale dei Suoli

L'ONU ha proclamato il 2015 Anno Internazionale dei Suoli. Lo scopo è quello di porre maggiore attenzione ad essi, perché dalla terra e dalla sua cura dipendono sia il cibo sia la sicurezza per tutti noi. Secondo la FAO oltre un terzo dei suoli sono degradati a causa di vari fattori, tra i quali l'erosione, l'acidificazione, l'inquinamento, in gran parte causati da comportamenti umani. Di questo passo, intorno al 2050 l'ammontare mondiale dei terreni coltivabili e produttivi scenderà ad un quarto rispetto al livello del 1960. I suoli sono una risorsa pressoché dimenticata, e la sfida è quella di gestirli in maniera sostenibile, considerato che questa pratica è molto meno costosa rispetto al loro recupero.
Nel corso della prossima primavera, al Sentiero di Palliccio, avrà luogo una piccola iniziativa dedicata all'Anno Internazionale dei Suoli.


2.2.15

Il sentiero al contrario

Il sentiero ha un verso? Sì. Lo si dovrebbe percorrere in senso antiorario, o almeno così è stato disegnato e così è disposta la segnaletica. Che si cominci dall'ingresso nord, quello sulla provinciale, oppure dall'ingresso sud, quello dopo i pannelli fotovoltaici, cammineremo sempre seguendo il verso contrario al percorso delle lancette di un orologio. Ma bisogna fare per forza così? No. Anzi, chi è pratico del percorso, e non rischia di perdersi, farebbe bene ogni tanto a fare un giro in senso contrario, perché in questo modo c'è la possibilità di vedere cose che nell'altro verso sfuggono. Il panorama è diverso, le piante sono disposte diversamente, e si vedono scorci di bosco che abitualmente ci sfuggono. Buona passeggiata... al contrario!

28.1.15

Lavori d'inverno

Prendo a prestito una foto dell'anno scorso, di questi tempi, perché la situazione è più o meno la stessa. In questo periodo al Sentiero mi dedico sia alla manutenzione del percorso, potando le piante che impediscono il passaggio, e cercando di limitare l'espansione dei rovi e di altri arbusti, sia al rinnovo di quella parte della cartellonistica messa a dura prova dalle intemperie. Per lo più quest'anno si tratta di sostituire alcuni cartelli dedicati alle piante e agli animali, che si sono staccati o deteriorati, mentre la segnaletica di direzione appare tutta in buono stato. Se qualcuno avesse a disposizione una plastificatrice e mi permettesse di stampare una quindicina di fogli formato A4, sarebbe un bell'aiuto economico! Naturalmente vale sempre l'invito ad un aiuto anche nei lavori di ripulitura. Grazie!

19.1.15

Le latrine del tasso

Tra gli animali selvatici presenti al Sentiero uno dei più simpatici, ma non facilmente visibile, dato che si muove abitualmente di notte, è senz'altro il tasso, il cui nome scientifico è Meles meles. Appartiene alla famiglia dei Mustelidi, è un onnivoro che si ciba anche di radici, lumache, piccoli serpenti. Se incontra la vipera, spesso è quest'ultima ad avere la peggio, dato che il tasso è immune al suo veleno. L'inverno lo passa per lo più in letargo, in tane che scava con le sue robuste zampe. Talvolta nelle stesse tane ha una sorta di coabitazione con la volpe. Una delle tracce più evidenti della sua esistenza al Sentiero è la presenza di latrine: piccole buche scavate nel terreno dove lui, animale abitudinario, depone i suoi escrementi. Se ne possono vedere almeno un paio nella zona chiamata Punto di ascolto e osservazione: una nei pressi della grossa quercia ai margini della radura, l'altra più su, lungo la strada d'accesso, che è quella raffigurata qua sotto.


12.1.15

Bracconaggio

Siamo in pieno periodo di caccia, e anche al sentiero, nonostante sia un luogo dove la caccia è vietata, capita talvolta di incontrare qualche individuo armato. La scusa è sempre la stessa: mi è scappato il cane, lo sto cercando. L'obiezione, di conseguenza è sempre la stessa: se sta cercando il cane, perché è sceso dal fuoristrada con il fucile. Il finale, è sempre lo stesso: insulti del cacciatore che posa il fucile in auto e dopo un po' se ne va. Questi sono quelli che si incontrano di giorno. Di notte, il via vai di fuoristrada è ugualmente presente, e ancora più ambiguo. Come difendersi? Chiamando la Polizia Provinciale, o il Corpo Forestale dello Stato, segnalando le situazioni che ci sembrano sospette. Ecco i riferimenti: Polizia Provinciale Distaccamento, strada Amelia-Giove, 5, tel. 0744 978822, polizialocaleamelia@provincia.terni.it; Corpo Forestale dello Stato, Stazione di Amelia, viale Europa, 135, tel. 0744 982890.

5.1.15

A piedi o in bicicletta?

Fino a qualche giorno fa nella descrizione qua a fianco c'era scritto che il sentiero era percorribile soltanto a piedi. Su sollecitazione di un amico ci siamo resi conto che in realtà esso è ben fruibile anche dagli appassionati di mountain bike, con qualche avvertenza: in alcuni punti il sentiero è molto stretto, giusto lo spazio del manubrio; in altri la salita è piuttosto ripida e in questo caso può essere consigliabile scendere dalla bicicletta. Ad ogni modo, sia per chi lo percorre a piedi, sia per chi lo fa in mtb, le prescrizioni sono sempre le stesse: non uscire dal sentiero, non danneggiare la segnaletica, evitare di fare rumore e non spaventare gli animali. Buone passeggiate e buone pedalate!

16.9.14

Equinozio d'autunno per il Sonrisa

Una nuova iniziativa, sabato 20 settembre, per raccogliere fondi a favore dell'orfanotrofio nepalese Sonrisa. Gli amici del Sentiero di Palliccio, insieme al gruppo informale del Circolo della Cicoria, e all'Associazione Per Giove organizzano un doppio concorso: fotografico e culinario. Il primo è l'ormai tradizionale Clickaccia, e consiste nel fotografare i frutti che la nostra terra fornisce in questo periodo: sono stati scelti mele, tartufi, pere, noci, nocciole, fichi, uva, zucca, olive, funghi e castagne; il secondo, dal nome VegMerenda è una competizione tra chi realizzerà il miglior piatto (senza carne o pesce) a base degli stessi prodotti. Questo il programma in dettaglio: alle 16.30 una passeggiata lungo il sentiero con la dottoressa Francesca Montalto per osservare alcuni aspetti della natura che si prepara al riposo invernale; a seguire, intorno alle 18, una chiacchierata con il dottor Nicola Jeva che ci parlerà dei principi nutrizionali dei prodotti selezionati. A seguire, l'assaggio e la votazione dei piatti concorrenti e la visione e la premiazione delle fotografie vincitrici. Nel corso della serata ci sarà la raccolta di contributi a sostegno dell'orfanotrofio.